Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA) - Aumenti tariffari - Sentenza della Corte Costituzionale del 10 gennaio 2018 - Risoluzione del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 2/DF del 14 maggio 2018.


S’informa che, con la risoluzione n. 2/DF del 2018, il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che gli aumenti dell'imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA), introdotti o confermati, anche tacitamente, dopo la data del 26 giugno 2012, non sono legittimi, essendo venuta meno - a seguito dell'intervento abrogativo disposto dal D.L. n. 83/2012 - la norma attributiva del potere di disporre gli aumenti tariffari.
In particolare, il Dipartimento delle Finanze si è espresso in merito a quanto sancito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 15 del 10 gennaio 2018 nella quale vengono dichiarate infondate le questioni sollevate dalla CTP Pescara, precisando che la norma interpretativa impugnata (art. 1, comma 739, legge n. 208/2015) "si è limitata a precisare "la salvezza degli aumenti deliberati al 26 giugno 2012", non potendo l'abrogazione disposta dal D. L. n. 83 del 2012 "far cadere le delibere già adottate", essendo "il 26 giugno del 2012 [...] il termine ultimo per la validità delle maggiorazioni disposte per l'anno d'imposta 2012".
Nella risoluzione viene precisato che il 26 giugno 2012 è la data che segna lo spartiacque tra il vecchio e il nuovo regime.
Conseguentemente, una delibera esplicita approvativa o confermativa delle maggiorazioni in questione, adottata entro il 26 giugno 2012, legittima la richiesta di pagamento delle stesse da parte dell'ente locale; diversamente, una delibera approvativa o confermativa emessa in data successiva a quella predetta non può che ritenersi illegittima, essendo venuta meno – a seguito dell'intervento abrogativo disposto dall'art. 23, comma 7 del D. L. n. 83 del 2012 – la norma di cui all'art. 11, comma 10 della legge n. 449 del 1997, attributiva del potere di disporre gli aumenti tariffari.
Analoghe considerazioni vengono compiute nell'ipotesi di proroga tacita delle tariffe, posto che per l'anno 2012 il termine ultimo di approvazione del bilancio di previsione era stato prorogato al 31 ottobre 2012; per cui solo se il bilancio fosse stato approvato entro il 26 giugno 2012, il comune poteva legittimamente richiedere il pagamento delle maggiorazioni.
Viene dunque ribadito che, a partire dall'anno di imposta 2013 i comuni non erano più legittimati a introdurre o confermare, anche tacitamente, le maggiorazioni in questione.